Gli studenti del Liceo Classico Perticari partecipano alla Giornata Mondiale della Lingua e della Cultura Ellenica: un viaggio nella bellezza che educa.
In occasione della “Giornata Mondiale della Lingua e della Cultura Ellenica 2026”, che si è svolta nei giorni 9,10 e 11 febbraio, i nostri studenti hanno partecipato a un’iniziativa di straordinario valore formativo, vivendo un’esperienza che ha saputo unire conoscenza, emozione e consapevolezza culturale.
Al centro dell’incontro, alcune delle voci più alte e immortali della civiltà greca: Omero, Tucidide e Isocrate. Attraverso l’epica omerica, i ragazzi hanno riscoperto il valore del viaggio come metafora della crescita, del coraggio e della ricerca di sé. Con Tucidide hanno colto la profondità dell’analisi storica, la riflessione sul potere, sulla guerra e sulla responsabilità politica, temi che restano di drammatica attualità. Con Isocrate, infine, hanno compreso quanto la parola, quando è guidata dall’etica, possa diventare strumento di educazione, coesione e costruzione civile.
Nel suo Panegirico, Isocrate non celebra soltanto Atene: propone un ideale di unità e di concordia fondato sulla cultura, sull’educazione e, soprattutto, sulla forza della parola. Per Isocrate la parola è ciò che distingue l’uomo dalla barbarie: è ciò che permette di deliberare, di costruire leggi, di fondare comunità.
La civiltà nasce dalla parola condivisa.
La bellezza nasce dalla parola armoniosa.
Per i nostri ragazzi è stato fondamentale comprendere che nel pensiero di Isocrate la parola educata, coltivata, esercitata con rigore morale diventa fondamento della vita pubblica e strumento di progresso civile. Chi frequenta il liceo classico ha il privilegio di vivere quotidianamente a contatto con questa bellezza.
Ma è stato il teatro greco a suscitare nei nostri studenti quella struggente meraviglia che solo i grandi capolavori sanno generare: un’esperienza collettiva che ancora oggi parla al cuore dell’uomo, mettendo in scena conflitti universali, passioni, destino e libertà.
Ognuno di noi può immedesimarsi in Edipo, involontariamente responsabile del suo destino, eroe della conoscenza, ma anche testimone del limite della ragione e della conoscenza di sé; ognuno di noi può essere Antigone, che difende la legge del cuore e il diritto naturale, facendo appello alle “leggi non scritte” eterne e preesistenti agli dei stessi; ognuno di noi può riconoscersi in Oreste, accolto dalla dea Atena, che ad Atene istituisce il primo tribunale penale, l’Areopago, segnando l’alba del contraddittorio come fondamento della giustizia. In quel passaggio epocale si compie la trasformazione decisiva: dalla spirale della vendetta alla giustizia istituzionale; dalla colpa come destino individuale alla colpa come questione collettiva, che interpella l’intera comunità.
Tutti questi aspetti , di grande valore formativo per la civiltà occidentale ci insegnano che la civiltà nasce quando la violenza viene sottratta ai singoli.
La cultura greca è una radice viva della nostra identità europea. Nei suoi testi, nella sua lingua, nella sua visione dell’uomo e della polis, i nostri ragazzi trovano strumenti fondamentali per interpretare il presente e costruire il futuro.
Studiare il greco significa esercitare il pensiero critico, confrontarsi con domande radicali sull’esistenza, sulla giustizia, sulla verità. Significa imparare che la bellezza non è un ornamento, ma una via di conoscenza. La partecipazione a questa giornata non è stata solo un momento celebrativo, ma un’esperienza autentica di formazione: un incontro con una civiltà che continua a insegnare misura, profondità e umanità. Siamo orgogliosi dei nostri studenti, della loro curiosità e della loro capacità di lasciarsi interrogare dai grandi classici. Il liceo classico non è una scuola “del passato”, ma una scuola contro la superficialità del presente. È l’unico indirizzo che, in modo sistematico, educa alla lentezza dell’interpretazione, alla fatica dell’argomentazione, al confronto diretto con testi che non si piegano alla semplificazione.

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