Cos'è
Il tema prescelto per quest’anno è
“Homo sum…”.
Nel mondo classico, l’humanitas è tensione costante tra individuo e comunità, tra legge e coscienza, tra ragione e passione. L’affermazione di Terenzio “Homo sum, humani nihil a me alienum puto” diventa il punto di partenza per interrogare la condizione umana nella sua complessità, nei suoi limiti e nelle sue possibilità.
Quest’anno le studentesse e gli studenti del Nostro Liceo Classico sono chiamati a riflettere sull’Humanitas tra parola, conflitto, responsabilità e a costruire/allestire momenti di riflessione e performances coerenti. Il patrimonio greco-latino offre una straordinaria occasione per mostrare come la cultura classica sia Educazione all’Umano. È possibile declinare il tema attraverso il vaglio dei testi tragici, dove l’uomo è sovente chiamato a confrontarsi con il dolore, l’errore, il destino. Nella storiografia e nell’oratoria emerge la responsabilità della parola e dell’agire politico; nella poesia, l’interiorità, l’amore, l’amicizia, la fragilità diventano esperienza condivisa; nella filosofia, l’uomo si misura con la ricerca del bene, della giustizia e del senso della vita.
Si invitano i docenti a coordinare gli studenti delle proprie classi ad iniziative inerenti al tema con l’ideazione di laboratori, performances, video multimediali, drammatizzazioni, gastronomia greco-romana, testi poetici, letture, interviste a personalità di spicco e a studenti che si alterneranno lungo tutta la serata. Un modo alternativo e innovativo di fare scuola e di veicolare i contenuti della classicità i cui laboratori possano valorizzare la parola antica come voce rogante del presente con l’ausilio di dialoghi, testi, adattamenti, opere originali, compiti di realtà che privilegino l’Humanitas.
È la Notte della condivisione, in cui prevale il gioco dei ruoli con il discente, autentico protagonista. Le radici della civiltà greco-romana appaiono l’autentico antidoto capace di custodire il senso di umanità, unico approdo da “scolpire nel cuore”.
Anche quest’anno i classici ci invitano a riflettere su alcuni valori fondanti:
“Il nostro tempo è attraversato da guerre, odi, violenze visibili e invisibili: ci muoviamo tra conflitti che incendiano il mondo, ma anche ferite quotidiane che cancellano il volto dell’altro, ne umiliano l’identità, dal bullismo al femminicidio, alle pressioni psicologiche, fino al rischio di un’umanità smarrita nella fredda logica delle macchine e dell’intelligenza artificiale. È un tempo che ci chiede con forza: che cosa significa oggi essere uomini? Non c’è una risposta unica, ma un’eredità che ci interpella: i classici ci hanno consegnato una parola, humanitas. Essa non è una definizione chiusa, ma un invito ad aprirsi all’altro, a riconoscere nell’incontro, nell’ascolto e nella diversità la sostanza stessa dell’essere uomini. È un orizzonte di senso che non smette di chiederci responsabilità, dignità, compassione. “I care”, scriveva don Milani: “mi sta a cuore”, “mi riguarda”. Lo aveva detto già Terenzio: “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”. Nessuna vita, nessuna sofferenza come nessuna speranza può essere estranea all’uomo. Primo Levi ci ha ammonito a riconoscere l’umano in ogni volto; John Donne ci ha ricordato che nessuno è un’isola; Diogene ancora ci chiede, con la sua lanterna: “dove sei, uomo?” (da Rocco Schembra).
Destinatari
Tutta la cittadinanza
Luogo
Viale Gioacchino Rossini, 39, 60019 Senigallia AN
Date e Orari
18:00
27
MarCosti
Evento Gratuito